Immigrazione

Il concetto di “frontiera” è stato inventato dall’uomo, nel mondo; dall’uomo bianco, in Africa.

In un continente dove popoli e culture hanno sempre convissuto in uno stesso territorio, quelle stesse popolazioni si ritrovano tuttora a coabitare, ma “ingabbiati” in confini eretti più di un centinaio di anni fa dai colonizzatori europei, che hanno creato Stati-Nazione in base ai loro interessi, e che la prima generazione di padri fondatori dei paesi africani neo-indipendenti hanno poi ereditato: a loro il compito di riempire quella scatola, di creare l’identità nazionale, di legittimarla e darle un significato attraverso simboli e valori patriottici.

Da allora, tanta strada è stata fatta. Soprattutto da quei migranti africani che, chi per sfuggire guerre e fame, chi semplicemente per aspirare a un avvenire migliore, o chi ancora perché consapevole che nessun essere umano è condannato a restare nel luogo dove è nato e che il diritto di spostarsi e decidere dove meglio vivere è sacrosanto (regola tanto naturale per noi “occidentali” quanto negata per altri popoli della terra), hanno lasciato il continente per venire in Europa; o, troppo spesso purtroppo, per morire nel Mediterraneo.

In questa sezione troverete gli scritti realizzati quando ero ancora in Italia sul tema dell’immigrazione: non un fenomeno temporaneo da controllare o un “emergenza” da risolvere, ma una costante nella storia dell’umanità, componente esistenziale della vita di un uomo e di un popolo. In seguito, sono stata io a percorrere le loro rotte al contrario, scegliendo di emigrare in Africa, vivere con e tra loro, e raccontarne gioie e sofferenze dalla loro stessa terra. 

I saggi:

Quando in Italia e in Europa si tratta il fenomeno migratorio, si parla tanto di immigrazione, e troppo poco di emigrazione: come a dire che il contesto di partenza e tutto quello che succede prima che i migranti decidono di lasciare la loro terra, (e oggi giorno, di rischiare la vita in un progetto migratorio irregolare), o che riguarda la loro terra madre, non interessa.

Di seguito trovate due saggi sull’argomento dell’immigrazione, ma che riguarda l’altra sponda del Mediterraneo, quella africana. Entrambi scritti nel 2010, si inquadrano nell’ambito disciplinare socio-antropologico.

Il primo è un’astratto pubblicato su Africa e Mediterraneo (2010, n.72-73) di un’opera più grande, un’analisi della mobilità dello spazio transahariano, che cerca di rispondere ad alcuni interrogativi: il deserto del Sahara si pone in linea di continuità o di rottura con il passato nel passaggio da terra di attraversamento per motivi commerciali carovanieri o religiosi nell’antichità, a terra di rotte di migrazione oggi? Quali sono le trasformazioni e l’impatto nei paesi della fascia saheliana del passaggio da bacini di emigrazione, quando l’immigrazione verso l’Europa era regolare, a oggi invece terre di transito per un’emigrazione divenuta irregolare, a causa della restrittività delle leggi europee in termini di rilascio di visti?

Sahara, luogo rivitalizzato dalle migrazioni

Il secondo saggio, invece, si presenta come un viaggio nella storia e nel percorso della diaspora senegalese.

La diaspora senegalese

 

Gli articoli:

Pubblicato su assaman.info il 5 novembre 2011:

Il caporalato si evolve: le Rosarno di Milano

 

Gli audio-reportage:

Diffusi da Radio Popolare nel 2010:

  • reportage e testimonianze dal centro di permanenza temporanea di Milano Corelli a gennaio

    •     Reportage da Corelli: il caso di Joy
    •     Testimonianza di un'attivista sul caso Joy
    •     Testimonianza da Corelli
  • cronaca e collegamenti in diretta dello sciopero generale dei migranti del 1 marzo:
    •     Programma Sciopero primo marzo
    •     Collegamento da presidio a Milano in preparazione allo sciopero dei migranti del primo marzo

 

  • Reportage sulle rotte seguite dai migranti africani:
  • reportage sul caporalato

Luciana De Michele Admin

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