Il dittatore ed ex presidente del Ciad Hissene Habré condannato all’ergastolo

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Il verdetto alle Camere Straordinarie Africane è stato pronunciato questa mattina al Tribunale di Dakar: l’ex presidente e dittatore del Ciad è stato condannato all’ergastolo, ma non alla confisca dei suoi beni.

Hissene Habré

Hissene Habré nella sala del Tribunale che lo ha appena condannato. Prima di scomparire incoraggia i suoi sostenitori

Per noi oggi è il più grande giorno, ripetono costantemente le vittime del regime di Hissene Habré, tra la grande e comprensibile commozione, mentre escono sepolti da giornalisti e fotografi dalla sala n.4 del Tribunale di Dakar.

Dopo aver ricordato le tappe del processo, iniziato il 20 luglio 2015 e sospeso in attesa del verdetto l’11 febbraio, il presidente burkinabé Gustavo Kam ha dedicato quasi un’ora alla lettura dei crimini imputati all’accusato e delle decisioni prese dalle Cae per ognuno di questi, oltre che alla descrizione della macchina criminale orchestrata da Habré e messa in atto attraverso la polizia del regime Dds e il suo braccio armato Bsir (vedi lo speciale Processo Hissene Habré). È poco dopo le 11 che la pena inflitta all’ex presidente ciadiano (1982-90) viene pronunciata: «La Camera ha preso in conto l’estrema gravità e l’ampiezza dei crimini per cui l’accusato è ritenuto colpevole. Questi crimini hanno causato migliaia di vittime. La Camera ha tenuto conto della responsabilità che ha avuto nella repressione. (…) La Camera la condanna alla prison à perpetuité».

Jacqueline Moudeina, verdetto

Jacqueline Moudeina, avvocato delle vittime, questa mattina all’uscita della sala del Tribunale

Riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità, quali l’omicidio volontario, la violenza sessuale, il prelevamento di persone seguito dalla loro scomparsa, gli arresti e le esecuzioni sommarie nei confronti degli oppositori politici e di alcune popolazioni del sud del paese, Hissene Habré è stato assolto da crimini di guerra e non sarà soggetto alla confisca dei beni. L’età (74 anni) e il fatto di essere un padre di famiglia non sono state tuttavia considerate attenuanti per la severità della pena. Hissene Habré e i suoi avvocati avranno 15 giorni di tempo per fare ricorso. A fare rumore, tra i crimini a lui imputati, è stata anche la quello di violenza sessuale a 4 riprese.

Rimasto imperturbabile durante tutta la seduta, come durante tutto il processo, nascosto dal suo turbante bianco e dai suoi occhiali da sole, Hissene Habré ha ripetuto anche oggi un lungo gesto di vittoria davanti ai suoi sostenitori prima di scomparire dalla sala, scortato dalle guardie.

commozione vittime Habré

La commozione delle vittime subito dopo il verdetto nella sala del Tribunale.

«Oggi sarà ricordato nella storia come un giorno in cui delle vittime sopravvissute sono riuscite a tradurre davanti alla giustizia il loro dittatore. Il fatto che Hissene Habré sia stato condannato anche per violenza sessuale su una donna è il segnale che nessun dirigente, per quanto potente possa essere, è al di sopra della legge. E che nessuna donna ne è al di sotto», commenta l’avvocato di Human Right Watch Reed Brody dopo il verdetto.

Per oggi pomeriggio è prevista a Dakar la conferenza stampa delle vittime e dei loro avvocati.

Continua…

 

 

Luciana De Michele

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