Elezioni in Gambia/8. Adama Barrow a Dakar. E Yahya Jammeh telefona alla Presidente della Cedeao in Tv

Post By RelatedRelated Post

Adama Barrow è arrivato a Dakar questo week-end. E pare ci resterà fino al 19 gennaio, giorno della sua investitura come presidente del Gambia. Intanto, Yahya Jammeh ha ben pensato di ribadire l’intenzione di non lasciare il potere trasmettendo in Tv la telefonata a Ellen Johnson Sirleaf, presidente di turno in carica della Cedeao. Gli aggiornamenti da Dakar.

Yahya JammehIl braccio di ferro tra Yahya Jammeh e la Cedeao, i gambiani e il resto del mondo continua. Sembra che la saga, come prevedibile, continui fino all’ultimo momento, in modo sempre più carambolesco, talvolta inverosimile o perfino patetico.

Avevamo lasciato Yahya Jammeh nell’ultimo aggiornamento su questo blog a rinviare la seconda visita della Cedeao a Banjul, che aveva come missione quella di convincerlo diplomaticamente a passare il testimone il 19 gennaio. Venerdì 13, la delegazione panafricana si è in effetti recata nella capitale del Gambia, ma per lasciarla di nuovo senza alcuna novità. Senza svelare i dettagli, la Cedeao ha fatto sapere ai media internazionali di avere allora un piano alternativo, di lasciare ancora i prossimi giorni a Jammeh la possibilità di retrocedere…altrimenti, la minaccia militare, di cui sarebbe incaricato soprattutto il Senegal, è ancora ritenuta possibile.

È stato durante il summit franco-africano di questo weekend a Bamako che una riunione speciale si è tenuta tra alcuni capi di Stato africani e il neo-eletto presidente gambiano Adama Barrow, invitato al summit. Sulla questione, si è espresso anche il presidente francese François Hollande, dichiarando che la volontà del popolo gambiano dev’essere rispettata.

A sostenere la mediazione della Cedeao è stata pure l’Unione Africana, che ha annunciato che non riconoscerà più Yahya Jammeh come presidente del Gambia a partire dal 19. Commentiamo tale proposito come indubbiamente giusto, ma un filo anche ipocrita: si dia il caso infatti che l’istituzione africana, che finora non si era pronunciata sull’affare, non adotti lo stesso atteggiamento nei confronti di quei leader africani, che a turno la guidano, che continuano a confiscare il potere al proprio popolo e a ricorrere a tutti i mezzi per restare alla guida indiscussa e perpetua del proprio Paese.

Nell’ambito del vertice, è stato proposto a Adama Barrow di stabilirsi in Senegal fino al giorno dell’investitura ufficiale: la stampa senegalese ieri e oggi conferma il suo arrivo tra la notte del 14 e del 15, in tutta discrezione. Sembra infatti che, ovviamente, nessuno sappia dove si trovi Barrow, e che gli sia stato suggerito di serbare il silenzio. Per gli stessi motivi di sicurezza, i siti di informazione senegalesi riportano la notizia dell’arrivo prossimo anche della famiglia di Barrow, mentre Seneweb annuncia all’ultima ora che proprio oggi un figlio di Barrow, di 8 anni, sarebbe stato ucciso dal morso di un cane: fatto che spinge a interrogarsi se Barrow tornerà immediatamente in Gambia o meno. Se tale notizia, chiaramente tutta da verificare, appare tanto assurda e inverosimile, riflette tuttavia il caos mediatico delle miriadi di informazioni spesso false che circolano in Senegal dall’inizio della crisi, come quelle di ipotetiche fughe di Jammeh, di tentativi di colpi di stato e altro, poi smentite dai fatti. Alcuni si chiedono infatti se, aldilà del superficiale sensazionalismo di alcuni media locali, ci sia lo zampino di qualcuno che diffonde false notizie con una mirata strategia di creare instabilità.

La stampa on-line locale, tra l’altro, annuncia continui arrivi di rifugiati gambiani nel sud del Paese, mentre alcuni attivisti, gambiani e senegalesi, si ritrovano, discutono sui social media, lanciano appelli proprio da e a Dakar.

Come Yahya Jammeh ha reagito a tutto questo? Ebbene, la sua ultima trovata è stata di apparire di nuovo in televisione ieri sera: dopo aver trasmesso la sua telefonata con la presidente in carica della Cedeao e presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaflink su Youtube), – chiamata ridicolizzata sui social media – , Jammeh ha annunciato di averle comunicato come stia prendendo provvedimenti affinchè l’investitura del nuovo presidente non abbia luogo, e di aver chiesto aiuto alla Cedeao affinchè la Corte Suprema possa subito esprimersi riguardo al suo ricorso. Rivolgendosi ai gambiani, Jammeh li ha rassicurati sul mantenimento della pace e della stabilità del Paese. Garanzie un po’ paradossali, pronunciate mentre continua a rifiutare la fine del suo mandato, che scadrà tra due giorni.

Vai allo Speciale Gambia – Cronaca della fine della dittatura di Yahya Jammeh

 

Luciana De Michele

Leave a Comment

Email (will not be published)