Elezioni in Gambia/10. Il presidente Adama Barrow insediato a Dakar. La Cedeao inizia e poi sospende l’intervento: l’ultimatum per Jammeh è domani a mezzogiorno

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Il presidente gambiano Adama Barrow si è insediato oggi ufficialmente a Dakar. Poco dopo, l’esercito della Cedeao in Senegal è entrato nei confini del Gambia salvo sospendere poi l’intervento: l’ultimatum per Jammeh è domani a mezzogiorno.

L’intervento della Cedeao. Nuova e probabilmente veramente ultima chance per Yahya Jammeh. Fino a mezzora, sembrava che ormai niente potesse fermare l’intervento militare iniziato da qualche ora, e che a nulla fossero valsi gli estremi tentativi di persuadere Yahya Jammeh a una transizione democratica e pacifica del potere: l’ultimo a provarci, era stato ieri sera il presidente della Mauritania Mohamed Ould Abdel Aziz, rimasto sei ore a discutere a Banjul con l’omologo gambiano. È stato così che, allo scoccare della mezzanotte di ieri, anzichè trasmettere la notizia dell’inizio dell’atteso intervento militare delle forze della Cedeao in Gambia, le radio e tv senegalesi hanno reso noto l’atterraggio all’aeroporto della capitale senegalese del presidente Aziz, e il suo incontro con l’omologo senegalese Macky Sall, a cui poi si è aggiunto anche Adama Barrow. Ieri notte, e gran parte della giornata di oggi, in tanti hanno pensato o sperato dunque che l’opzione militare fosse stata annullata, e che Jammeh ci avesse finalmente ripensato. Invece, giunta l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, attorno alle 19 le truppe della Cedeao sono entrate in territorio gambiano, in marcia verso Banjul. E invece, giunge da poco la notizia che annuncia un altro colpo di scena di questa interminabile e imprevedibile negoziazione, segnale che veramente si sta facendo di tutto per evitare un intervento militare in questa parte della sub-regione. L’operazione militare della Cedeao è dunque sospesa fino a domani a mezzogiorno, per lasciare al presidente della Guinea Conakry Alpha Conde ancora un tentativo di convincere colui che da qualche ora non è più ufficialmente il presidente del Gambia, ma che non riesce ad accettarlo.

Adama Barrow

Il presidente gambiano Adama Barrow all’uscita dell’ambasciata gambiana a Dakar, dopo il giuramento. «Io, Adama Barrow, giuro solennemente che svolgerò fedelmente la funzione di Presidente della Repubblica di Gambia. Mi impegno a preservarla e a difendere la Costituzione in modo ugualitario verso il popolo, secondo la legge, senza paura, senza favoritismi, con giustizia e senza cattiva volontà. Che Dio mi aiuti».

L’insediamento di Adama Barrow. In realtà, l’ordine a procedere all’intervento attendeva anche un altro evento: l’insediamento di Adama Barrow come nuovo Presidente del Gambia. È stato solo verso mezzogiorno che è stato finalmente svelato dalla stampa senegalese il mistero circa il luogo della cerimonia. Essendo stato escluso lo stadio di Banjul e il territorio entro i confini dello Stato del Gambia per motivi di sicurezza, si è deciso allora di procedere al giuramento nell’ambasciata di Dakar, comunque considerato territorio gambiano.

«Il pubblico è invitato al mio insediamento come presidente della 3° Repubblica del Gambia, presso l’ambasciata a Dakar. Oggi, 19 gennaio 2017 alle 16», aveva scritto un’ora prima sul suo profilo facebook Adama Barrow stesso. Che aggiunge un gioco di parole, facendo allusione alla conformazione del territorio del Senegambia, in cui il Gambia appare essere la bocca del volto del “leone” Senegal:«Un nuovo Gambia è nato. Continua a SORRIDERE nella Costa sorridente d’Africa»,

Esiliata gambiana

Awa Jasseh

I festeggiamenti. Effettivamente, tanti giovani, uomini e donne gambiani, già esiliati a Dakar o fuggiti dal Gambia in questi giorni, hanno seguito il consiglio alla lettera. Sorrisi e grida di gioia, inneggianti alla libertà e alla democrazia, sono esplosi all’arrivo all’ambasciata del neo-eletto presidente e soprattutto alla sua uscita, a fatto compiuto.

Awa Jasseh, 24 anni, ha lasciato il Gambia con sua sorella, suo marito e suo figlio di due anni qualche giorno fa. Oggi, è accorsa ad assistere all’evento:«Amo il Gambia e voglio tornarci, ma voglio pace e democrazia nel Paese!», dichiara decisa ai giornalisti senegalesi e di tutto il mondo, accorsi in gran numero sul posto. Per la prima volta, anche i cittadini gambiani, finora isolati dalla dittatura di Jammeh, si sentono considerati dal mondo e parte di esso.

 

Oggi, dopo 52 anni dalla sua indipendenza, il Gambia ha incoronato il suo terzo Presidente. Dopo 22 anni di dittatura, i gambiani sperano di vivere ora la democrazia.

A breve le immagini del pomeriggio all’ambasciata gambiana di Dakar.

Vai allo Speciale Gambia – La cronaca della fine della dittatura di Yahya Jammeh.

 

 

Luciana De Michele

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