Officina Car Rapide

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Sono colorati, veloci, rumorosi o musicheggianti. Onnipresenti nelle cartoline turistiche e in ogni strada di Dakar, collegano ogni punto della città. Benvenuti all’officina dei Car Rapide. Reportage e foto.

 

Officina car rapideI giovani in tuta da lavoro sono tanti, i veicoli ancora di più. Intorno a ogni furgone è un tuttofare di chi si guadagna da vivere fabbricando e riparando il più popolare e caratteristico mezzo di trasporto senegalese: il Car Rapide. Sotto il sole del garage Lat Dior in pieno centro Dakar, l’arcobaleno è in terra: la collina davanti al Palazzo di Giustizia si trasforma in un’enorme officina a cielo aperto, dove a essere i protagonisti sono i colori sgargianti dei veicoli.

 

 

Vecchio principe a quattro ruote
All’inizio erano i Rapide, della Citroen. Ma poi, dalla fine degli anni Settanta, sono stati soppiantati da loro, i Car Rapide della Renault. E fu da quel momento che quei furgoni bianchi per trasporto merci iniziarono a diventare mezzi di trasporto privati multicolori per passeggeri. «I veicoli arrivavano dalla Francia direttamente qui al garage, e noi iniziavamo la catena di montaggio per la trasformazione: aprivamo nel retro delle finestre laterali, sistemavamo i sedili e gli accessori, e poi lo decoravamo. Ora dalla Francia non arrivano più nuovi furgoni, ma solo pezzi di ricambio. L’ex presidente Abdoulaye Wade, nella foga di modernizzare il Paese, voleva eliminare i Car Rapide, ma è impossibile… sono troppi quelli in circolazione! E nonostante l’introduzione dei più veloci e sicuri autobus moderni, i Car Rapide costano meno e la gente ci è abituata», spiega Alpha Barry, uno dei meccanici che lavora a tempo pieno nel garage. «Ora qui ripariamo piccoli guasti, sostituiamo pezzi e risuscitiamo carcasse: a volte capita che gli autisti non abbiano i soldi per aggiustarli, e continuano a usarli finchè diventano inutilizzabili per poi abbandonarli in strada, esposti alla pioggia e ai ladri. A quel punto qualcuno può acquistarlo e portarcelo qui per metterlo interamente a nuovo, cosa che oggi gli costerà circa cinque milioni di franchi (circa 7,5 mila euro, Ndr)», afferma Adama Niasse, mentre è intento a installare un fanalino di coda.

Una fabbrica improvvisata
Come elettricista nel grande cantiere dei Car Rapide, Adama Niasse riesce a mantenere una moglie e quattro figli. «C’è sempre qualcosa da fare. Ci sono giorni in cui riesco a racimolare 10.000 franchi (15 euro, Ndr)», afferma soddisfatto. Adama non è l’unico a guadagnare bene. All’officina dei Car Rapide trovano spazio tutti i mestieri: meccanici, lattonieri, saldatori, elettricisti. Attorno a loro, alcune donne approfittano del business e preparano dietro tende il pranzo ai lavoratori, mentre al loro fianco boutique improvvisate dentro furgoni ormai inutilizzabili vendono prodotti di meccanica. A fare affari sono pure gli agenti delle compagnie d’assicurazione, i cui uffici rudimentali sorgono tutto intorno al garage. «Non siamo in pochi, e ci facciamo una concorrenza spietata. La nostra assicurazione costa 46.500 franchi al mese (72 euro, Ndr), e copre i danni materiali causati da eventuali incidenti», spiega Ousmane Fall, proprietario della principale Agenzia del posto. Una volta che il Car Rapide è riparato, entra in azione la squadra di lavoro che li farà circolare per tutta la capitale e le sue banlieueses. I due autisti di ogni veicolo lavorano infatti in coppia con il proprio apprendista: giovani ragazzi che si occupano della manutenzione del mezzo, che spesso ci dormono dentro per fare da guardia di notte quando è parcheggiato in strada. Sono loro che attirano i clienti gridando a ogni fermata la destinazione, e che passano tra i passeggeri seduti nel veicolo in corsa per raccogliere gli spiccioli del biglietto. Mor Sambu fa l’autista dal 2006: «Devo versare ogni 24 ore 15.000 franchi (23 euro, Ndr) al proprietario. Il resto, se c’è, me lo intasco io».

Atelier d’arte
Nell’officina Car Rapide trovano impiego anche gli artisti. In una parte del garage riservata ad hoc, i pittori hanno organizzato il loro laboratorio sotto un telo improvvisato per ripararsi dal sole. Oltre a dipingere i mezzi dei caratteristici colori blu, rosso, giallo e verde, lo decorano in base ai gusti richiesti. «I proprietari o gli autisti ci tengono a personalizzare il proprio veicolo e a renderlo più bello degli altri. Vengono qui e ci chiedono di scrivere sulla carrozzeria del veicolo i nomi delle loro mogli o dei villaggi di origine, oppure motti religiosi. Altre volte, ci fanno disegnare immagini o simboli», spiega Aliou Ba mentre mostra dei bidoni dell’acqua pitturati di blu e rosso su cui gli è stato chiesto di dipingere la bandiera americana. «Una volta finita la decorazione esterna, l’autista personalizzerà l’interno del Car Rapide appendendoci immagini di marabout (guide religiose islamiche) o oggetti scaccia malocchio. È l’arte senegalese», continua il pittore. «Quell’arte creativa che esprimiamo non solo nelle arti figurative con il nostro tipico e colorato stile, ma che ci permette anche di recuperare qualsiasi cosa per riutilizzarlo». Detto, fatto.

 

Guarda la fotogalleria:

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Luciana De Michele

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