L’associazione Ablogui: blogger di tutta la Guinea, unitevi!

Sono tutti blogger e animati dallo stesso obiettivo: promuovere i media “cittadini” e la buona governance nel proprio paese. Attraverso la voce del presidente dell’associazione Ablogui, Fode Kouyaté, la dodicesima puntata di Africtivistes sui movimenti e la società civile africana vi porterà in Guinea Conakry a conoscere l’associazione Ablogui.

Guinée VoteUfficialmente è nata nel 2011, con lo scopo di riunire attivisti web e blogger intorno a cause comuni, come la difesa della democrazia e la promozione di coscienza civica. È così che Ablogui si è occupata prima di tutto di diffondere la pratica del blogging, allora ancora poco diffusa in Guinea. Poi, coerentemente ai propri scopi, ha lanciato nel 2015 il primo grande progetto per promuovere la buona governance e la trasparenza, “Guinée Vote” (“la Guinea Vota”): una piattaforma web partecipativa sulle ultime elezioni in Guinea, per facilitare la partecipazione dei cittadini all’osservazione del processo elettorale e del voto. La campagna si è svolta attraverso l’omonima pagina facebook e su twitter.

Nonostante il sito, i canali di sensibilizzazione e mobilitazione di Ablogui più efficaci restano infatti i social droit a l identiténetwork. Anche per l’ultimo e più recente progetto, la comunicazione è passata attraverso la pagina facebook dell’associazione, del progetto e dei profili dei blogger partecipanti. Si tratta di un’altra campagna a scopo civico, “Droit à l’Identité (Diritto all’identità), finalizzata a fare pressione sulle autorità guineane per risolvere il problema della distribuzione alla popolazione in loco e ai cittadini guineani all’estero rispettivamente delle carte di identità e dei passaporti: con il pretesto di avere il tempo di rinnovare questi documenti in formato biometrico, il governo aveva sospeso il servizio, e la popolazione ne pagava le conseguenze. La campagna, che ci è raccontata da Fode Kouyaté, ha infine avuto successo, e le autorità hanno trovato delle soluzioni temporanee al problema. (Leggi la lettera aperta di inizio campagna e il comunicato di conclusione).

Oltre al successo dei loro progetti, Ablogui può iniziare a vantare anche alcuni riconoscimenti a livello internazionale. Come, ad esempio, il terzo posto guadagnato a inizio maggio nel concorso The Bobs della radio tedesca Deutsche Wellenella categoria “Cambiamento sociale” .

Tra le iniziative in cantiere di Ablogui, c’è il lancio della piattaforma Layidi (“promessa” in lingua Soussou): un altro strumento cittadino a disposizione dei cittadini per monitorare e valutare il mantenimento delle promesse e del programma elettorale da parte del neo-rieletto presidente Alpha Condé.

Traduzione di Voci d’Africa

 

Fode KouyatèAbbiamo portato avanti un certo numero di campagne. L’ultima è “Droite à l’identité”, riguardante il problema delle carte di identità. Dal 2014 le carte di identità non erano più state distribuite in Guinea. Anche se non c’era una spiegazione chiara, le autorità dicevano che avevano voluto sospendere l’operazione perchè volevano fabbricare delle nuove carte di identità biometriche. Il problema è che dal 2014 le persone non erano state informate sui motivi e sulle misure transitorie prese. La conseguenza era che c’era chi le aveva perso la carta, o gli era scaduta, e non poteva rinnovarla, e nello stesso tempo la polizia faceva controlli: coloro che viaggiavano all’interno del paese, a ogni posto di blocco doveva pagare circa 10.000 o 5.000 Fcfa (dai 15 a 7, 5 euro). L’altra conseguenza è che la gente non poteva fare le transazioni finanziarie nelle banche, né le operazioni amministrative…anche gli studenti avevano difficoltà nelle Università. L’altra parte della campagna riguardava il passaporto: quello biometrico ha sostituito il vecchio. A Conakry facilmente ci si poteva fare un nuovo passaporto, ma quelli che erano all’estero erano costretti a prendersi un aereo per venire fino in Guinea a farlo, mentre ci sono ambasciate e servizi consolari dappertutto che avrebbero potuto giocare il proprio ruolo. Per questo abbiamo lanciato l’Hastag DroitALidentité per interpellare le autorità su questo problema. Abbiamo portato avanti la campagna per diversi giorni, c’è stata una grande mobilitazione dei cittadini, sul web e sui media, e questo ha attirato l’attenzione delle autorità. Noi stessi abbiamo inviato al governo una lettera aperta, per spiegare il problema e proporre delle soluzioni. Questo ha suscitato un gran dibattito e abbiamo fatto degli incontri, ci siamo rivolti anche ad alcuni ministri, e alla fine il governo ha deciso, nell’attesa che le carte di identità nazionali biometriche siano pronte, di ridistribuire le vecchie carte di identità. Hanno poi inviato missioni dappertutto, negli Stati Uniti e in Europa, in modo da rendere possibile la distribuzione di passaporti guineani in quei paesi.

Luciana De Michele

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