Festa del lavoro: il corteo del primo maggio a Dakar

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Ieri, primo maggio, si è festeggiata la festa del lavoro anche in Africa. A voi le immagini, i suoni, i colori, i gesti del corteo di Dakar.

La giornata è iniziata presto alla Cnts (Confederation National des Travailleurs du Sénégal), una delle più grandi confederazioni sindacali senegalesi. Alla sede, in centro città, già alle 8 del mattino i lavoratori e le lavoratrici dei 68 sindacati affiliati, appartenenti alle più disparate categorie professionali, si sono riuniti per fare insieme la colazione, preparare striscioni e cartelloni, distribuire magliette, cappellini, spille tricolore (rosso, giallo e verde) e augurarsi bonne fête du travail.  

Alle 10, tutti i lavoratori si sono ritrovati davanti alla Rts (Radiodiffusion Télévision Sénégalaise).  Alle 11, la partenza del corteo: un serpentone colorato di uomini in tenuta tradizionale o occidentale e di donne tutte abbigliate con il tessuto che ogni sindacato aveva loro fornito, inizia a sfilare in un’esplosione di suoni, fischietti, slogan, grida e danze, al ritmo di tamburi tradizionali, della musica di altoparlanti e dei clacson dei camion di spazzatura. Perché in effetti sì, insieme ai lavoratori di diversi hotel, a quelli dei cantieri navali, ai trasportatori, ai pedologi ecc., c’erano anche “gli agenti della pulizia del Senegal” a sfilare.

La testa del corteo arriva alla Piazza dell’Indipendenza poco prima delle 13. Lì, i più alti dirigenti sindacali e qualche personalità politica li attende, seduti in una tribuna: ogni categoria, passandoci davanti, si mostrava fiero, esibisce fiero i propri cartelli e grida le proprie rivendicazioni, per poi rientrare ciascuno alla propria sede e finire di festeggiare con un pranzo comunitario.

Nel pomeriggio, sono proprio le rivendicazioni e i problemi di ogni categoria sindacale a essere trasmesse alla presidenza: come ogni anno, il presidente Macky Sall ha ricevuto al Palazzo presidenziale i segretari dei diversi sindacati. A parte le richieste di ogni categoria, quelle globali chiedevano il miglioramento del sistema pensionistico e l’innalzamento dell’anacronistico Smig (salario minimo interprofessionale garantito), che dal 1994 è bloccato a 209, 10 F Cfa all’ora (meno di 1 euro).

Ho passato questa bella giornata di festa con le lavoratrici domestiche del sindacato Gens de Maison, con cui ho condiviso la colazione a base di pane, burro, cioccolato, una tazza di caffè latte al mattino, e un pranzo di Cheb Guinaar (riso e pollo, piatto spesso preparato per le feste), al pomeriggio. Perchè certi valori e certe lotte sono universali, ed è doveroso commemorarli in tutto il mondo.

A voi le immagini, i suoni, i colori, i gesti, gli slogan della manifestazione a Dakar.

 

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Luciana De Michele

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