Cinquant’anni fa, il primo Festival Mondiale delle Arti Negre (Fesman)

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Il Senegal festeggia oggi l’anniversario della sua indipendenza, avvenuta il 4 aprile 1960. Esattamente 50 anni fa veniva invece organizzato a Dakar il Fesman, il primo Festival Mondiale delle Arti Negre, ideato proprio dal padre dell’indipendenza senegalese: il poeta- presidente Leopold Sédar Senghor.

FESMAN 1966La prima edizione del Fesman si è tenuta a Dakar dall’1 al 4 aprile 1966. All’epoca era stato un evento sensazionale. Grandioso per l’entità dell’avvenimento e per il suo significato: celebrare la libertà riconquistata e l’alba di una nuova epoca per l’Africa. Un continente fino ad allora soggiogato da un impero coloniale che, oltre a dominarlo economicamente e politicamente, ha tentato di imporvi anche la propria cultura o di sminuirne quella locale. Proprio il poeta-presidente Leopold Sedar Senghor, propagatore del concetto di “negritudine” (movimento letterario e politico di scrittori francofoni neri, sorto nel periodo tra le due guerre, che rivendica l’identità nera e della sua cultura), aveva parlato in apertura del Fesman, rivolto agi artisti: «Il vostro più grande merito consite nel partecipare a un’impresa ben più rivoluzionaria dello sfruttamento del cosmo. (…) Nè opposizione, nè razzismo, ma dialogo e complementarità. L’arte europea partecipa alla civilizzazione greco-latina in modo discorsivo, animata dal respiro cristiano. Quanto all’arte negra, sono gli europei stessi che l’hanno scoperta e definita. I Negro-Africani preferivano viverla. Non avendo quindi dunque potuto negare l’arte negra, si è voluto minimizzarne l’originalità».

Promossa dalla Società africana della cultura (S.A.C., associazione nata nel 1956 per promuovere laprogramma Fesman 66 cultura africana, diventata nel 2006 la Comunità Africana della Cultura – C.A.C. -) e diretto dal letterato professore senegalese Alioune Diop (fondatore della rivista Presenza africana, attorno a cui si riunivano gli intellettuali nella negritudine), il Fesman aveva come obiettivo quello di celebrare e mostrare al mondo intero l’apporto culturale dell’arte africana, che ha trovato espressione durante l’evento in tutte le sue forme: artistiche, plastiche, teatrali, letterarie, musicali, cinematografiche. I diversi spettacoli e le esposizioni si sono tenuti in diverse strutture di Dakar, come lo Stadio, la Cattedrale, il Teatro Sorano. Danzatori, scrittori e artisti sono venuti da ogni angolo del continente, mentre a presiedere alla cerimonia di apertura, oltre ad alcuni capi di stato, si trovavano uomini di alto rango culturale: tra gli altri, lo scrittore e politico francese Aime Caesar (di origine afro-caraibico, anticolonialista e co-fondatore del movimento letterario della negritudine), lo scrittore ed etnologo maliano Amadou Hampaté Ba, il pianista jazz e direttore d’orchestra statunitense Duke Ellington, la cantante, ballerina e attrice americana di origine afro-caraibica Joséphine Baker, la cantante e attrice senegalese Aminata Fall.
Per l’occasione, Senghor aveva fatto costruire un Museo dinamico a Soumboudioune, che all’interno del Fesman aveva ospitato l’Esposizione di arte contemporanea “Tendenze e confronti”.

La seconda edizione del Festival si è tenuta nel 1977 a Lagos, in Nigeria, sotto il nome di FESTAC FESTAC 1977(“2nd World Festival of Black and African Arts”) e con tema la “Civilizzazione nera e l’educazione”.

Per la terza edizione il FESMAN è tornato invece in Senegal, dal 10 al 31 dicembre 2010, su iniziativa dell’allora presidente Abdoulaye Wade e dopo essere stato posticipato più volte. Il tema scelto questa volta è stata la “Rinascita africana” a Dakar e a S.Louis.

«Nel 2010, il mondo si gira verso l’Africa. Al cuore dell’attualità sportiva con la Coppa del Mondo del Football, il continente festeggia il cinquantenario del’indipendenza dell’Africa Francofona.
Il Festival 2010 porta una visione nuova di un’Africa libera, creativa e ottimista. Con invitato d’onore, il Brasile, terra di metissage e di diversità culturale, il Festival sarà il simbolo della fecondità del dialogo tra i popoli e le culture», scriveva la delegazione generale nella presentazione dell’evento.
In programma, esposizioni artistiche, di artigianato, di fotografia (tra cui la Prima Esposizione Internazionale della musica nera nel Mondo in collaborazione con il Centro di Musica nera di Bahia in Brasile), spettacoli di teatro, di danza, di cinema, sezioni dedicate alla scienza e alla tecnologia, sfilate di moda, un salone gastronomico, un salone del Libro.

FESMAN 2010Sfortunatamente questa edizione è stata caratterizzata da molte polemiche. Sul budget previsto di circa oltre 48.000.000.000 di Fcfa (circa 73 milioni di euro), ne è risultato, secondo la stampa locale (Le Quotidien), un buco di quasi 35 milioni di euro, che il governo non ha saputo poi tappare, mettendo il paese in imbarazzo a livello internazionale e rispetto ad alcuni artisti e fornitori che attendevano di essere pagati.
Inoltre, nel luglio 2014, il rapporto dell’Ige (Ispezione Generale di Stato) presentato al presidente Macky Sall, rivelava, tra gli altri dossier, delle irregolarità nella gestione finanziaria del Fesman del 2010: come quelle riguardanti l’acquisto da parte di Wade, a titolo personale e con fondi pubblici, del terreno a Ngor di 5435 metri quadrati al costo di più di un miliardo di Fcfa (più di 1 milione di euro), per la costruzione degli alloggi dei partecipanti del festival.

 

 

Luciana De Michele

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