Caso Mbayang Diop/2. Aggiornamenti sulla domestica senegalese condannata alla decapitazione in Arabia Saudita

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La società civile si mobilità per salvare la domestica 22enne senegalese Mbayang Diop caduta nelle mani della Giustizia saudita. Africalive incontra il sindaco di Yeumbeul. Petizione e aggiornamenti.

Mbayang DiopDopo la notizia della condanna della giovane Mbayang Diouf, Africalive si è recata a incontrare il sindaco di Yeumbeul Bara Gaye, il primo che aveva dato la notizia qui in Senegal e che aveva lanciato l’appello al presidente senegalese Macky Sall e alla società civile nazionale e internazionale a mobilitarsi per salvare la ragazza dalla decapitazione. Secondo la legge saudita, ci ha spiegato Bara Gaye, se Macky Sall intervenisse presso il re saudita, la legge prevede che, se il marito e la famiglia di Mbayane chiedessero perdono alla famiglia della vittima e questa accettasse, ci potrebbero essere delle attenuanti: la grazia o l’estradizione di Mbayang.

Leggi l’articolo La giovane senegalese Mbayang Diop rischia la decapitazione in Arabia Saudita: l’inferno delle domestiche senegalesi nei Paesi del Golfo

Acolta l’intervento nella rubrica di Luca Delponte “Matatu” su Afriradio

A fronte tuttavia del silenzio, almeno fino ad oggi, del presidente della Repubblica sul caso, (impegnato nei giorni scorsi nella tournée prevista nelle province di per un Consiglio decentralizzato), hanno risposto all’appello del sindaco di Yeumbeul alcune realtà della società civile, come l’associazione senegalese “Giovani donne leaders“, un sindacato di lavoratori domestici “Gens de maison”, l’Ordine degli avvocati di Lione e l’organizzazione internazionale in Senegal Horizon sans frontières.

Se gli avvocati hanno fatto firmare alla famiglia di Mbayang l’autorizzazione per poter interpellare la Giustizia internazionale, Horizon sans frontières ha lanciato invece una petizione internazionale.

Firma la petizione diretta al presidente Macky Sall: “Salvare Mbayang Diop, una giovane senegalese sotto minaccia di decapitazione in Arabia Saudita”

Intanto, mercoledì 20 luglio i media locali hanno riportato la notizia dello smantellamento a Dakar da parte della Dic (Direzione delle Investigazioni Criminali) di una rete criminale di senegalesi, donne e uomini, che hanno inviato in Arabia Saudita decine di connazionali. Tra loro c’è anche Habib Fall, il mediatore di Mbayang, che aveva vissuto per molto tempo in Arabia Saudita. In totale sono state arrestate 8 persone per associazione a delinquere, tratta di persone e complicità, mentre altre 7 sono ricercate. Tra queste, un loro complice in Arabia Saudita, un mauritano e un marocchino.

Luciana De Michele

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