Anniversario dell’assassinio di Patrice Lumumba, eroe dell’indipendenza congolese

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Il 17 gennaio è stato il 56esimo anniversario della morte di Patrice Lumumba, padre dell’indipendenza del Repubblica Democratica del Congo: assassinato a 36 anni dalle autorità belghe, con la complicità degli Stati Uniti e del dittatore Mobutu.

Patrice LumumbaCome altri leader del periodo post-coloniale, anche Lumumba è stato ucciso a causa della sua lotta per la reale indipendenza, dignità e sviluppo del suo Paese, la Repubblica Democratica del Congo. Dopo essersi battuto per l’indipendenza del Paese dal dominio coloniale belga, avvenuta nel 1960, divenne Primo Ministro della Rdc. La politica di Lumumba era orientata verso la giustizia sociale, l’autonomia del Paese e l’anti-imperialismo. Si opponeva alla secessione del Katanga, la regione congolese ricca di risorse minerarie, a cui i belgi, che avevano conservato nelle loro mani parte dell’amministrazione e dell’esercito, non volevano certo rinunciare: per questo, ne appoggiavano il movimento secessionista.

In piena guerra fredda, (tra l’altro), Lumumba non piaceva ovviamente ai belgi; ma neanche agli Stati Uniti, che avevano prelevato proprio in Katanga l’uranio per costruire le prime bombe nucleari, di Hiroshima e Nagasaki. Per quanto se ne sa oggi, anche se non è chiaro se alla fine sia stata direttamente implicata nell’omicidio di Lumumba, la Cia era pronta a eliminare Lumumba. L’occasione per sbarazzarsi di lui per il governo belga è stato, alla fine dell’anno, il colpo di stato di Mobutu Sese Seko, sostenuto da Belgio e verosimilmente anche dagli Usa: tiranno che instaurerà una dittatura fino al 1997. Mobutu invierà Lumumba in Katanga, dove sarà giustiziato insieme ai suoi giovani fedeli da una squadra militare diretta da ufficiali belgi. Noto è che, dopo l’omicidio, i loro cadaveri furono fatti a pezzi e sciolti nell’acido per farne sparire i resti.

Il 17 gennaio scorso, il movimento senegalese Y’en a Marre (vai allo Speciale Movimenti e società civile) ha promosso una conferenza su Lumumba presso un centro di formazione superiore di Dakar: la foto della settimana ne immortala un istante.
L’idea era quella di diffondere tra i giovani uno spirito critico e indipendente, che possa ancora oggi lottare per uno sviluppo reale del continente, ma realizzato dagli africani stessi. Questo è quanto tanti sognano in un’Africa tuttora vittima del neo-colonialismo occidentale da un lato e da autoritari poteri di recidivi tiranni autoctoni dall’altro, (leggi Quale futuro per la democrazia in Africa?) e in una Rdc, in questo caso specifico, la cui gioventù lotta ancor oggi per la democrazia.

Intanto, il solo congolese eletto democraticamente, Patrice Lumumba, resta un eroe nazionale per i suoi compatrioti e un simbolo di lotta per tanti altri giovani africani.

 

 

Luciana De Michele

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